sabato 3 ottobre 2009

O'Brien, L'isola del mondo

Josip Lasta è un bambino capace di intuire il mistero del mondo - contemplando l'azzurro del mar Adriatico - e di parlare il linguaggio del cuore, silenzioso e profondo. Nato in un piccolo villaggio sui monti della Croazia ove regnano l'armonia, la solidarietà e il gusto delle cose semplici, Josip viene educato alla fede e alla vita da un padre amorevole e una mamma generosa. Nel caos politico precedente l'affermazione al potere di Tito, la violenza sconvolge la vita del piccolo paese, da cui Josip fugge - unico superstite del massacro. Inizia così il pellegrinaggio di una vita intera, misurata sulle numerose perdite di affetti e sicurezza, sugli attacchi incessanti del Male e sull'esperienza del dolore - ma anche sulla poesia, l'amore fedele, l'amicizia accogliente e la redenzione ad opera di un Cristo bambino, con le mani piagate.

O'Brien, Il nemico

Da affiancare a Benson, Orwell e a Huxley (letteratura apocalittica), ma con uno spessore 'cattolico' ben più profondo e invitante.
29.08.2009

Deaver, Il giardino delle belve

Wu, Controrivoluzionario. I miei anni nei gulag cinesi

Nell'aprile 1960 le autorità del Partito Comunista Cinese arrestano Harry Wu, figlio di un banchiere di Shangai, e lo gettano in un campo di lavori forzati. Benché mai formalmente incriminato e sottoposto a processo, egli trascorre diciannove anni in un infernale mondo sottorraneo di lavori umilianti, denutrizione, torture. Nel suo libro, scritto insieme alla giornalista Carolyn Wakeman, Harry Wu narra la sua storia della prigionia e della sua sopravvivenza, degli straordinari atti di coraggio che lui e i compagni dovettero praticare per aiutarsi reciprocamente con un indimenticabile eroismo. Uscito dalle prigioni nel 1979, Harry Wu si trasferisce negli Stati Uniti dove testimonia davanti al Congresso sugli abusi dei diritti umani in Cina. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Il suo libro, storia toccante della vittoria di un uomo, è una testimonianza del potere dello spirito umano.

Inizio lettura: 2006

Baldacci, Camel club

Pansa, I figli dell'aquila

Cornwell, Insolito e crudele

Follet, Sulle ali delle aquile

Pearl, Il tocco di Giotto

Clancy, Il cardinale del Cremlino

Leoni, La crociata delle tenebre

Chapman, I 5 linguaggi dell'amore

Clancy, Debito d'onore

O'Connelly, Vuoto di luna

O'Brien, Il libraio

O'Connelly, La memoria del topo

Frappa, La condanna dei tre capitoli

Baldacci, La semplice verità

Deaver, Lo scheletro che balla

Mazzantini, Venuto al mondo

Storia molto triste e cupa. Rapporti interpersonali scandagliati a fondo con una tenue luce positiva di fondo. Splendido esempio di scrittura (e di psicologia) femminile.
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Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

Deaver, Luna fredda

F. Volo, Un giorno in più

Storia d'amore piuttosto suggestiva, ma tutto (situazioni, dialoghi, conclusione, ...) un po' scontato. Innumerevoli scene di sesso, anche esplicito, rendono tutto piuttosto pesante. Personaggi secondari molto stereotipati.
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Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto. Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l'appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un'altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all'inseguimento di un sogno. È l'inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L'amore, l'amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature care a Volo e ai suoi lettori.
Inizio lettura: 26 gennaio 2009

Forsyth, Il simulatore

Forsyth, Il veterano

Deaver, Il collezionista di ossa

Forsyth, Quarto protocollo

Baldacci, Sotto pressione

Smith, Bambino 44

Forsyth, Icona

Pansa, I tre inverni della paura

Orwell, 1984

Clancy, Raimbow six

Clancy, I denti della tigre

Sala, L'ira del re è morte

Deaver, La dodicesima carta

Morante, L'isola di Arturo

Harris, Imperium

Petacco, Viva la muerte!

Melfi, Ti squillo e scendi!

Carcasi, Ma le stelle quante sono

Libro 'alla Moccia' ma con meno pretese e con una storia più debole. Anno di maturità, un ragazzo e una ragazza si perdono in due storie 'sbagliate', per poi finalmente mettersi insieme e scoprire l'amore vero, suggellato da una grandiosa scopata nella casa al mare ...
Alle solite, amore=sesso, confermato dal fatto che nelle storie sbagliate i due fanno cilecca.
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C'è una generazione fatta di sms, gavettoni, crèpes alla nutella, professori frustrati; c'è la voglia di essere ascoltati e di giudicare la vita, gli adulti, l'ingiustizia. Ci sono Carlo e Alice: stessa classe e, a volte, stesso banco. Lui è meravigliosamente imbranato, senza modelli da incarnare, senza maschere. Lei si sente diversa, non omologata, è uno spirito critico e, al contempo, una sognatrice. Il loro cuore è ancora poco addestrato, bravissimo a sbagliare. E così Alice casca tra le braccia di Giorgio, nascosto e intrigante. Carlo si lascia sedurre da Ludovica, la classica ragazza facile che sa il fatto suo. Diciotto anni. Due ragazzi si affacciano su un mondo adulto che capiscono poco, tanto più se la scuola, la famiglia e gli amici si mettono di mezzo... Ma le stelle quante sono è un romanzo senza peli sulla lingua, schietto, diretto, una freccia che va dritta al bersaglio. Una partita di ping-pong sentimentale. Con una bella ventata di romanticismo. Un libro a due facce. A due sessi. A due voci. Per un amore solo.

Lettura: 7 maggio 2008

Lapierre-Collins, Il quinto cavaliere

Iggulden, Il figlio della steppa

Lavagetto, Un inverno (1943-44)

N. Revelli, La strada del davai

Forsyth, L'afgano